

Ieri pomeriggio sono andata a prendere "il coso" a scuola.
In macchina, dal suo seggiolino, mi fa
"Puoi spegnere lo stereo? Parliamo?"
Incasso, porto a casa e zittisco i Sigur Ros.
Aggiusto il retrovisore cosi' ci guardiamo.
"Sabato dobbiamo ricordare a papa' che deve farti le foto per il passaporto..."
"Ok. Cos'e' il passaporto?"
"...mmmm... un libretto, dove c'e' la tua foto, il tuo nome, quando sei nato, dove... e serve per viaggiare"
"Ci scriviamo che sono nato sul fiume?"
E' rimasto totalmente affascinato quando gli ho detto che e' nato sull'Isola Tiberina, un giorno che ci passavamo.
"No, non e' necessario. Diciamo solo che sei nato a Roma"
"Ci scriviamo che sono un supereroe?"
Rido, sbatto le mani sul volante e mando al diavolo uno scooterista che tenta di salirmi sul cofano, al semaforo. Ossimori da strada.
"No, la professione non e' richiesta, sul passaporto. E poi, non e' una cosa segreta?"
E', a giorni alterni, l'Uomo Ragno, un Power Ranger, un Gormita...
"E che ci facciamo, poi, col libretto?"
"Prendiamo l'aereo per andare in giro! In America, in Australia..."
"Anche papa' lo usa?"
"Certo. Quando va via..."
"Quando va a Parigi?"
Non mi sembra il caso di incanalarmi in una discussione sull' Unione Europea e la sua libera circolazione di persone. Quindi dico
"Si'"
e so gia' che questo sì mi si ritorcera' contro molto prima di quanto io creda.
"A Monaco?"
"Si'"
"A Pisa?"
"Ho detto in aereo. A Pisa ci va in treno."
Voleva fregarmi, il piccoletto, ma io sono una volpe! 
Se Dio vuole, arriviamo nei pressi di casa. Scorgo un parcheggio. Comincio la manovra.
"NO! Qui non possiamo parcheggiare, mamma! E' il posto dei fascisti!"
Ora. Io non sono una maga dei parcheggi. Ma queste frasi di certo non mi aiutano!
"ALE! Ma che dici?!"
In effetti siamo proprio sotto un palazzo occupato da un gruppo di estrema destra... ma il fatto che lo sappia lui mi puzza di Guru.
"Papa' dice che non fanno un cazzo tutto il giorno, sono sempre alla finestra e buttano le cicche sulla macchina. Lui non parcheggia mai qui! Che sono le cicche, mamma?"
"Stasera ti lavo la bocca col sapone, e questo e' chiaro. Le cicche sono... i pezzi finali di una sigaretta"
I-pezzi-finali-di-una-sigaretta.
Come mi e' uscita questa? MA COME PARLO???
Parcheggio, non senza fatica, nel posto dei fascisti.
Scendiamo, guardo su, e in effetti 3 teste pelate ci guardano da 3 finestre.
Ma solo due fumano. E uno ci sorride, finanche. Non ha sentito, deo gratias.
Urge colloquio privatissimo col Guru sulle sue elucubrazioni politiche alla presenza di quest'anima (quasi) candida.
Mi viene un dubbio: il suo Ego rossofuoco emiliano, all'ascolto delle eroiche gesta del suo PCIno, non assumera' proporzioni abnormi?
Forse e' meglio se sto zitta e non alimento la rivoluzione non russa.

Non sono neanche le 11:00, stamattina. E queste 4 ossa che mi tengono su hanno gia' subito ben due shock anafilattici.
Accompagno Ale a scuola. Appena mette piede in classe, Azzurra (ma che fine hanno fatto le varie Anna, Maria, Francesca??), una bimbettina coi capelli rosso carota e gli occhioni verde mela, lo abbraccia e gli da' un bacio SULLABOCCA.
"Ciao Azzurra! Fammi almeno togliere la giacca!" fa lui.
Almeno???
Mi riprendo a stento. Ma subito il gancio destro della maestra Romina mi rimette knock out.
"Non so se ha letto il cartello in bacheca... Odio fare questa cosa... ma ci sarebbero 19 euro da versare per i libri di testo..."
Ora. No, non avevo letto il cartello in bacheca... mea maxima culpa.
Ma che ci siano deI librI di testo (quindi non uno, ma piu' di uno) per bambini di 3 anni che neanche sanno leggere mi pare assurdo "almeno" quanto l'Azzurra che arpiona mio figlio...
E che io li debba poi pagare 19 euro...
Pago. Che avreste fatto, voi?
Ma ho la sensazione di stare sbagliando qualcosa, in questa scuola di Harry Potter...
E non puo' essere solo colpa della musica che ascolto, come dice il Guru.

Andiamo al parco, Ale ed io, oggi.
E' una giornata bellissima, un freddo cane, ma il sole splende. E allora si prende la palla e la bici, si carica tutto in macchina e via si va.
Villa Borghese, parco dei Daini.
Ci sistemiamo li', con la nostra coperta a scacchi.
Lui si arrampica su un alberello, mi impone di guardarlo, corre in bici.
Io leggo La forza del passato (Sandro Veronesi d'annata).
Mi si avvicina, dopo un po'. Si siede accanto a me.
"Mamma, ho un'altra cosa da chiedere a Babbo Natale."
"Ancora?"
"Allora... la batteria... il razzo... i pattini in linea..."
Ci sta provando: i pattini in linea non li aveva mai nominati. Francamente neanche immaginavo sapesse cosa sono...
"... e quella bimba!"
Brivido lungo la schiena.
"Bimba??? Quale?"
"Quella li', la vedi, sull'albero? Si arrampica cosi' bene! ED E' COSI' CARIIIINA!"
Mi drizzo a sedere e mi tolgo gli occhiali da sole. In effetti scorgo uno sgorbietto scarmigliato, biondo cenere, con un pile verde che ha visto giorni migliori e una coroncina argentata in testa.
Ad una veloce TAC decido che ha 5 anni abbondanti. Matura. Vecchia.
"Non possiamo chiedere una bimba a babbo natale, Ale... E poi hai gia' chiesto un sacco di roba..."
"Rinuncio... al razzo!"
Gioco d'astuzia.
"Rinuncia alla batteria... forse hai piu' speranze..."
"No! La batteria no... La bimba non ha i piatti e non posso suonarla con le bacchette..."
Oddio...
"Vero. Bisogna fare delle scelte..."
Si allontana sconsolato.
Torna dopo un po'.
"Mamma, si chiama Ardèa."
"Ardèa?? Ma che nome e'?"
"Non so, si chiama cosi'. Quella e' la mamma. Chiedile se possiamo portarla via... Cosi' non la chiedo a babbo natale!"
Guardo la mamma.
40 anni abbondanti.
Meches con 4 cm di ricrescita.
Fuma.
E legge CHI...
"Non ce la farebbe mai portare! Io chiamerei la polizia, se qualcuno mi chiedesse di portarti via con se'..."
"Giusto. E... come possiamo fare?"
"Ma scusa: giocaci insieme e poi ognuno va a casa sua..."
Tento di infondergli piccole molecole da sciupafemmine...
"Ma cosi' non la rivedro' mai piu'!"
...e invece lui, a 3 anni e mezzo, vuole un rapporto duraturo e solido, con la prima squinzietta che gli capita a tiro!
Sono sconsolata... Che sara' di questo figlio mio?
"Funziona cosi', Ale... si incontrano delle persone, poi si lasciano andare, magari ci si reincontra, se capita. Magari no. Funziona cosi'!"
"M... Guarda! Se ne sta andando! Non mi saluta neanche..."
Un'Ardèa qualsiasi costruisce, ignara, la prima delusione di mio figlio... Che cazzo di nome, poi!
"Non preoccuparti, Ale. Tra 15 anni si mordera' le mani, quell'Ardea li'..."
"Vado ad allenarmi, mamma. Forse, se fossi stato piu' veloce, su quell'albero..."